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Ghiaccioli al mandarino

Lo so. Questa può sembrare davvero una banalità. Eppure vi assicuro che il più delle volte non si pensa a fare dei ghiaccioli al mandarino, ma magari all’arancia, perché è più semplice. Da un’arancia succosa, si ottengono anche due ghiaccioli di dimensioni normali. Le arance ci sono sempre, non solo in inverno, quelle rosse tipo tarocco sono molto dolci e magari i bambini sono abituati alla spremuta mattutina. Anche mio figlio non ci rinuncerebbe mai, soprattutto quando va a scuola e proprio non ci sediamo a fare. No, tutto  di fretta perché i tempi sono già dilatati. Da noi, la spremuta si beve in piedi, all’ultimo minuto. Sbagliato, certo, ma su qualcosa purtroppo bisogna cedere… Questo, quando gli va, è il primo lauto pasto della giornata.

I ghiaccioli al mandarino sono una cosa diversa. Intanto, bisogna avere il tempo di farli, perché il mandarino frutta poco e ne occorrono tanti; spesso, poi, non è facile da spremere. Io ho un ottimo spremiagrumi elettrico (ma da noi, ripeto, il succo d’arancia va a litri…) e in alternativa uso il mitico estrattore. Qui non so se vada bene anche la centrifuga, probabilmente sì. Non l’ho mai usata e non so quanta polpa passi, ma nel caso si può usare sempre un colino!

Gli ingredienti sono molto semplici: mandarini non trattati (se ci si riesce, io quasi mai) e ben lavati, e mezzo limone.

Raccogliere tutto il succo, compreso quello del limone, e fare attenzione che i semi non passino. Dico questo perché so che molti sono abituati a comprare le clementine, che sono già prive di semi. Io invece preferisco usare il vero mandarino, la varietà più “antica” coi semi, che ha la buccia un pò più consistente e rugosa, è più facile da spremere ed ha un sapore tendenzialmente più aspro. Ho girato la ricetta a qualche mamma e mi dicono che i bimbi ne vanno ghiotti. Il mio, semplicemente, li adora!

Qualche curiosità sul mandarino:

le differenze tra clementine e mandarino risiedono principalmente nel luogo d’origine di questi frutti. Se il mandarino nasce anticamente tra Cina e Giappone, la clementina pare abbia invece origini controverse e sparse a macchia d’olio, che vanno dalla Cina all’Algeria. Oggi è possibile trovare di entrambi delle belle piantagioni biologiche anche nel sud Italia. Al di là delle incredibili virtù terapeutiche di questi agrumi, è gradevole il profumo della buccia, usata industrialmente per estrarre oli essenziali, mentre la polpa si presta a maschere di bellezza anche fai da te, poiché aiuta a depurare la pelle e a schiarirla. Basta schiacciarla aggiungendovi dell’olio extravergine di oliva e della panna o un pò di yougurt.  C’è invece chi mette dell’albume. Il tutto va frullato pochissimo, senza scaldarlo, e tenuto sul viso solo qualche minuto perché altrimenti pizzica. L’effetto è sorprendente: una pelle levigata e schiarita.
I semi del mandarino fatti germogliare nell’ovatta bagnata, al buio, proprio come il limone, in pochi giorni creano un piccolo arbusto dalle foglioline delicate. Sono un esperimento di coltivazione in casa anche per i bambini, che assistono alla nascita della nuova pianta, che sarà poi trapiantata nella terra.

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