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Scaloppine di soia al limone

Non mangio più carne ormai da diversi anni, ma già quando ne mangiavo, apprezzavo la soia disidratata, che compravo nel formato bocconcini; la cucinavo, poi, ripetendo qualche ricetta già fatta per coniglio o vitello; frullandola, ho in seguito imparato a fare il ragù. Devo dire però il formato “bistecchine”, è quello che più di altri si presta amabilmente a riprodurre alcune ricette di secondi tradizionali.
Così, ho provato le scaloppine al limone, che sono una delle cose più semplici da preparare e ricordano molto la ricetta classica fatta con la carne.

  

Gli ingredienti per 4 persone sono:
100 gr circa di bistecchine di soia
acqua per la bollitura
sale, olio extra vergine di oliva
burro di soia (o margarina, o burro tradizionale per chi lo preferisce)
farina (io ho usato quella di riso)
il succo di due limoni

Per preparare le scaloppine di soia al limone faccio in questo modo: scaldo una pentola piena d’acqua, metto una abbondante manciata di sale, e quando bolle verso all’interno la soia, lasciandola sobbollire almeno 15 minuti, abbassando il fuoco al minimo perchéaltrimenti si sversa tutto. Le fettine, che si presentano come mattoncini di spugna leggerissima e dura, vanno in realtà solo reidratate, perché la soia è già essiccata, dunque cotta. In questa operazione dovremo far attenzione a che le bistecche si bagnino completamente fino all’interno, altrimenti ci ritroveremo a masticare delle fettine troppo dure. Una volta scolate, le lascio raffreddare qualche minuto e le strizzo tra le mani. Ne prendo poi una per volta e, su un tagliere, le taglio in orizzontale con un coltello ben affilato, creando delle vere fettine. Durante questa operazione qualche pezzetto si sfilaccia e lo tengo da parte (si può anche congelare) per un’altra preparazione. Le altre invece, inizio a passarle nella farina (io ho usato la farina di riso perchémangiamo senza glutine). Se durante il taglio fossero rimaste un po’ asciutte dentro, invece, le re-idrato un pochino semplicemente passandole in un piatto di acqua tiepida e strizzandole nuovamente. Solo allora procedo all’infarinatura.

    

In una grossa padella antiaderente mischio dell’olio extravergine di oliva con una grossa noce di burro e metto a scaldare. Il burro, in proporzione, deve essere il grasso decisivo, in un rapporto di almeno 2:1. Le scaloppine vanno praticamente fritte in un dito di condimento, quindi non bisogna lesinare, anche perchéla soia, che sembra cartone pressato e ha un retrogusto simile a questo (eh, lo, so, questo è uno svantaggio… Ma il vantaggio reale è che si presta poi a tutte le preparazioni, assumendo il sapore della spezia o del condimento che mettiamo!) deve proprio insaporirsi di burro/olio e limone.

A fuoco medio le faccio dorare per qualche minuto, girandole un paio di volte, finché i contorni diventano un po’ croccanti. Nel frattempo preparo il succo di due limoni e lo verso sulle scaloppine, spegnendo subito il fuoco e servendo immediatamente, magari insieme a una bella insalata mista. L’mportante è assicurarsi che al momento in cui viene versato il limone le scaloppine siano già cotte, altrimenti col calore il limone perde la maggior parte di vitamina C.

Devo dire che con questo piatto ho conquistato il mio palato, anche se non lo faccio spesso, alternandolo a rotazione, circa una volta al mese con altre ricette di bocconcini, bistecchine e ragù.

 

Qualche nota sulla soia.

In realtà la soia disidratata va usata con moderazione, perché la sua preparazione industriale non è proprio ottimale. Al di là del fatto che credo sia sempre più difficile trovarne di non OGM, la soia ristrutturata è proprio la forma peggiore  con cui consumarla perché subisce un processo di lavorazione molto invasivo, che ne limita l’assorbimento di lisina, uno dei nove amminoacidi essenziali dei quali il corpo necessita per funzionare bene, perché crea i mattoncini basilari dell’organismo, le proteine.

Per molti vegetariani potrebbe essere però un ritorno agli antichi sapori, sfruttandone la sua versatilità. Nel mio caso, invece, ho mangiato scaloppine rarissime volte, quindi il discorso non tiene. La scaloppina (finta) al limone mi piace per il suo gusto e basta!

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